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Dalla “Tettoia” sui carburanti all'Arrivederci al bollo auto:

di Gianmirko Moreno8 minuti di lettura24 letture
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mosse elettorali del Governo prima della Manovra 2027?

La Legge di Bilancio 2027 è in fase di ottimazione, il Governo ha iniziato a sparare le sue ultime cartucce. Sul tavolo abbiamo alcune misure che potrebbero anticipare la direzione della prossima manovra. Interventi già approvati, “toppe” temporanee e proposte ancora in discussione. Il quadro che emerge è quello di un Governo chiamato a trovare un equilibrio tra sostegno a famiglie e imprese, costo della vita e conti pubblici. Il Documento programmatico di finanza pubblica già approvato, uno scostamento di bilancio quantificato nel dettaglio, anticipano il clima in cui si scriverà la manovra più delicata di questa legislatura.

Il punto di partenza: conti pubblici vicini al burnout

Il 22 settembre l'Istat ha confermato che il rapporto deficit/Pil del 2025 si è fermato al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 ma non abbastanza da far uscire l'Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. L’Italia si ripresenta con le tasche bucate, ancora ad oggi si spende più di quel che si incassa. Il debito pubblico è salito al 137,1% del Pil, a completare il quadro c’è la pressione fiscale al 42,9% indice che segnala con prepotenza il peso dei tributi sul cittadino. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato con "rammarico" il mancato traguardo, rinviando l'obiettivo dell'uscita dalla procedura al 2027.

Tetto sui carburanti: una misura "su invito", non per legge

Tra le iniziative più immediate degli ultimi giorni c'è il price cap sui carburanti, attivato non per decreto ma su richiesta diretta del Governo alle compagnie energetiche. Dal 28 settembre Eni ha fissato un tetto a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel sulla rete Enilive; IP ha seguito a ruota, e dal 1° ottobre anche Q8 Italia ha aderito, parlando di un impegno "a sostegno dei consumatori" in un comunicato che ringrazia esplicitamente il gruppo per aver "accolto l'appello del Governo". Il meccanismo durerà inizialmente 30 giorni, con possibilità di proroga fino a fine anno, ed è collegata alla riduzione delle accise già in vigore sul gasolio.

Si tratta quindi di un impegno volontario delle compagnie, non di un tetto imposto per legge. Una differenza non banale, che ha sollevato le critiche delle associazioni della distribuzione indipendente, le quali chiedono al Governo un confronto con l'intera filiera perché le misure contro il caro carburanti siano "generalizzate e non discriminatorie" verso i gestori più piccoli.

Bollo auto: l'esenzione già decisa, mica spicci

Più concreto, perché già passato in Consiglio dei ministri il 16 settembre, è lo stop al bollo auto per il 2027: l'esenzione riguarderà le utilitarie fino a 80 kW di potenza e i motocicli. È descritta da più osservatori come "il primo passo" di una manovra che punta a misure visibili per il ceto medio, in vista di un anno elettorale.

Il DPFP è legge (quasi): quanto è corta la coperta?

Il 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) insieme alla relazione sullo scostamento di bilancio. La richiesta di flessibilità UE, alla fine, è stata ridimensionata rispetto all'ipotesi iniziale: non più 36 miliardi, ma 28 miliardi complessivi distribuiti tra il 2027 e il 2028, con 14 miliardi ciascuno, divisi in parti uguali tra energia e difesa. Si tratta di circa lo 0,3% del PIL all'anno per ciascun settore.

Lo stesso Giorgetti ha parlato di uno "sforzo ridotto per la difesa" rispetto ai piani di un mese fa. Ma cosa significa concretamente? Lo scostamento permette allo Stato di avere maggiore spazio finanziario per sostenere alcune spese senza dover trovare immediatamente tutte le risorse attraverso tagli o maggiori entrate.

Crescita e deficit: un quadro virtuoso futurista?

Le nuove stime del DPFP portano in dote anche una revisione al rialzo della crescita 2026, dallo 0,6% all'1%.

Sul fronte deficit, il quadro è più complesso: senza scostamento il rapporto deficit/Pil resterebbe sotto il 3% già nel 2026; includendo la spesa aggiuntiva per energia e difesa, sale al 3,4-3,5% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, per poi scendere al 2,3-2,4% nel 2029. Depurato dello 0,6% legato allo scostamento, però, il disavanzo resterebbe sottosoglia anche nel biennio 2027-2028 — un distinguo che sarà centrale nel confronto con Bruxelles.

Il prossimo passaggio è tutt'altro che scontato: martedì 13 ottobre il Parlamento dovrà votare la relazione sullo scostamento a maggioranza assoluta dei componenti di Camera e Senato, un quorum che impone al centrodestra di presentarsi compatto. Solo dopo quel voto si potrà procedere, entro il 15 ottobre, con l'invio a Bruxelles del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) e, entro il 20 ottobre, con la presentazione del disegno di legge di bilancio vero e proprio alla Camera.

Ecobonus al 65%: pettegolezzo all’italiana

Tra le misure che potrebbero beneficiare dello spazio di bilancio liberato dallo scostamento energetico c'è il rilancio dell'ecobonus. Oggi la detrazione per i lavori di riqualificazione energetica vale il 50% sulla prima casa e il 36% sugli altri immobili; senza interventi, dal 2027 scenderebbe ulteriormente al 36% sulla prima casa e al 30% sulle altre. Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha aperto, il 1° ottobre, alla possibilità di portarla al 65% sulla sola abitazione principale. Un salto che, su una spesa di 20.000 euro, porterebbe la detrazione teorica da circa 7.200 a 13.000 euro, spalmata come di consueto in dieci rate annuali.

Va detto con chiarezza: si tratta ancora di un'ipotesi di lavoro, non di una misura scritta in un testo di legge. Lo stesso vale per l'altra proposta fiscale più citata in questi giorni, l'estensione dell'aliquota Irpef del 33% fino a 60.000 euro di reddito.

Ultime misure sul tavolo: le ultime cartucce da sparare

Accanto a queste mosse più immediate, resta sul tavolo il pacchetto più ampio della prossima Legge di Bilancio, per una manovra complessiva stimata tra i 35 e i 40 miliardi:

  • Irpef: estensione dell'aliquota al 33% per i redditi fino a 60.000 euro (beneficio fino a 1.000 euro l'anno, costo stimato 3 miliardi);

  • Ecobonus: possibile salita al 65% sulla prima casa, ancora da formalizzare;

  • Tredicesime: ipotesi di imposta sostitutiva al 15% (o 10%) per redditi fino a 15.000 euro;

  • Famiglie: contributo per lavoratrici con almeno due figli e redditi sotto i 40.000 euro, da 60 a 80 euro mensili;

  • Pensioni: adeguamento automatico all'aspettativa di vita dal 2027 (+3 mesi, possibile sterilizzazione per i lavori usuranti), mentre la Lega continua a chiedere un canale di uscita flessibile a 64 anni.

Anche in questo caso è importante distinguere tra ciò che è già deciso e ciò che è ancora in discussione. Le proposte fiscali e previdenziali dovranno trovare spazio all'interno di una manovra che dovrà comunque fare i conti con i vincoli europei e con un debito pubblico ancora molto elevato.

Il calendario che resta da rispettare

  • 13 ottobre: voto parlamentare a maggioranza assoluta sullo scostamento di bilancio

  • 15 ottobre: invio a Bruxelles del Documento Programmatico di Bilancio

  • 20 ottobre: disegno di legge di bilancio in CdM e trasmissione alla Camera

  • 31 dicembre: voto finale (lo scorso anno arrivato il 30 dicembre)

Il 13 ottobre il Parlamento sarà chiamato a votare la relazione sullo scostamento di bilancio. Servirà la maggioranza assoluta dei componenti di Camera e Senato, rendendo necessaria la compattezza della maggioranza. Entro il 15 ottobre dovrà poi essere inviato a Bruxelles il Documento Programmatico di Bilancio, mentre entro il 20 ottobre è prevista la presentazione del disegno di legge di Bilancio alla Camera. L'ultimo appuntamento sarà il voto finale entro il 31 dicembre.

Nel complesso, le mosse delle ultime settimane raccontano un Governo che sta cercando di muoversi su due fronti contemporaneamente. Vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca.

Da una parte ci sono interventi immediatamente visibili per i cittadini, come il contenimento dei prezzi dei carburanti e lo stop al bollo auto. Dall'altra c'è la partita più complessa dei conti pubblici: ottenere maggiore spazio finanziario, rispettare il percorso concordato con Bruxelles e trovare le risorse per finanziare le misure promesse.

La vera domanda, quindi, non è soltanto quali misure entreranno nella Manovra 2027, ma quanto spazio avrà davvero il Governo per finanziarle.

Il primo banco di prova sarà il voto parlamentare sullo scostamento del 13 ottobre. Da quel passaggio dipenderà una parte importante del margine di manovra con cui il Governo arriverà alla Legge di Bilancio.

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