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Economia e insegnamento come missioni sociali: Il riconoscimento europeo a Marco Pagnozzi della Federico II di Napoli

Giuseppe Porcaro ·

Quando si sente parlare di particolari riconoscimenti per premiare un contributo materiale dato dalle persone mediante il proprio lavoro può capitare che le notizie non vengano raccontate con adeguato approfondimento, spesso in modo troppo generico per comprendere l’effettivo impatto dato dal contributo del singolo o del gruppo che lo abbiano reso possibile, tanto da rendere difficile – tranne per i più curiosi che decidono di approfondire in autonomia la notizia – ricordare il motivo del riconoscimento poco tempo dopo averlo ascoltato o letto. Questo in qualsiasi campo o contesto: Chi ha vinto l’ultimo premio nobel per la medicina? Perchè il fisico Giorgio Parisi ha vinto il premio nel 2021? Chi ha vinto il premio strega quest’anno ? Quali sono le sue opere più importanti ? Con queste parole non si vuole dire che tutti debbano sapere il perchè di ogni riconoscimento elencato e non solo – cosa tra l’altro ovviamente impossibile – ma che quando si celebra un qualcosa o qualcuno è giusto riconoscerne pienamente il valore come forma di vero apprezzamento umano. Cosa che non sempre è fatta, ma che potrebbe contribuire ad una maggiore comprensione e uso di tali contributi e magari anche aumentare la condivisione di idee, e sopratutto migliorare il concetto di progresso sociale che tali premi – tra le altre cose – rappresentano, insieme al sostegno di squadra degli operatori di un particolare campo verso il riconoscimento della valenza della propria materia nel mondo. Il ragionamento esposto è particolarmente vero per l’economia, materia mai completamente compresa o valutata, per vari motivi. C’è chi la ritiene di facile comprensione e quindi qualcosa per cui non vale la pena approfondire, altri invece, come estremo opposto, non la ritengono allo stesso grado delle scienze esatte, sminuendone il ruolo nella società. L’economia si trova quindi bloccata in questo limbo di considerazione sociale e civile tale che qualsiasi discussione nella materia viene in un modo o l’altra non pienamente apprezzata al di fuori del contesto “degli addetti ai lavori” mentre invece le discussioni nell’ambiente economico rendono pienamente evidente quanto il suo approccio tra interazioni umani e sociali e interpretazioni e rappresentazioni matematiche aiutino ad analizzare le relazioni e la crescita nelle società. Tutto anche mediante dibattiti e ragionamenti tra colleghi, istituti, atenei, e anche tra generazioni diverse, tra professori e studenti, capaci di comprendere “il” e contribuire “al” futuro. Tale “doppia natura” dell’economia, del suo studio e dell’attività delle persone che fanno parte di questo mondo è riconosciuta però in modo particolare in alcuni contesti, per esempio da uno dei premi dati dall’Associazione Europea dell’Economia (EUropean Economic Association, EEA) . Un’associazione nata negli anni sessanta proprio dalla collaborazione di diversi accademici della materia per promuovere lo studio e l’applicazione economica in Europa anche attraverso dibattiti, iniziative, pubblicazioni e, appunto, mediante il riconoscimento di alcune onorificenze come l’ “Annual Role Models in Economics Award”. Un conferimento dedicato appositamente per riconoscere il contributo del premiato non solo nella scoperta di un nuovo concetto, ma della creazione di solidi percorsi per il futuro sviluppo della materia e della collettività. Come spiega l’EEA sul suo sito《Con il premio si intende riconoscere il contributo di colleghi che in aggiunta dall’essere appassionati accademici e insegnanti dedicano tempo ed energie nella creazione di istituzioni con visioni di lungo termine, creano nuovi programmi accademici, dirigono dipartimenti universitari o istituti di ricerca che attraggono talenti in Europa, alimentano le carriere di giovani studiosi e promuovano iniziative che influenzino le vite di persone ben oltre il solo mondo accademico》. Un riconoscimento dall’alto valore sociale, che quest’anno è toccato ad un italiano, il prof. Marco Pagnozzi, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Docente con una brillante carriera – dopo gli studi presso il suo attuale ateneo – che lo ha portato anche ad Oxford sia come studente che come visiting professor e poi a tornare a contribuire allo sviluppo universitario e della ricerca nella sua Napoli. Oggi direttore del percorso di Phd in Economics – ovvero il percorso di dottorato del suo dipartimento(il DISES) -, mediante il suo ruolo come insegnante e come coordinatore di specifici percorsi di spicco dell’ateneo ( il Master in Economics and Finance , MEF/LMEF e, appunto, il percorso Phd) ha contribuito a coinvolgere giovani studenti verso percorsi di laurea, pre-dottorato e dottorato tali da formare la nuova generazione di accademici e di professionisti di istituzioni pubbliche e di imprese private, mostrando disponibilità e dedizione. Un premio che mostra l’impegno del docente in questione – i cui percorsi universitari hanno contribuito sia ad attrarre studenti da tutta Italia e da Paesi in via di sviluppo che aiutato ad introdurre con più facilità la nuova generazione nel mondo accademico – quanto del senso di appartenenza, riconoscimento e collaborazione per il bene dell’economia della comunità accademica, dei suoi colleghi e studenti che lo hanno candidato. Sicuramente un momento di grande soddisfazione e pregio per il prof. Pagnozzi che vede apprezzato il lavoro di tanti anni a livello europeo, ma anche per il suo dipartimento, per la Federico II(e la città di Napoli) e per l’Università italiana tutta.