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Esteri

EU INC. E 28° REGIME: UN PASSO VERSO UNA FISCALITÀ COMUNE EUROPEA?

Emanuele Tomeo ·

Oggi, per un’impresa europea, espandersi nel mercato unico significa confrontarsi con 27 sistemi giuridici e fiscali differenti, con costi amministrativi elevati e tempi di adattamento che rallentano la crescita. Questa frammentazione, come evidenziato dal Rapporto Draghi, rappresenta uno dei principali limiti strutturali alla competitività europea, soprattutto rispetto a economie più integrate come quella statunitense. In questo contesto si inserisce la proposta della Commissione europea, presentata lo scorso 18 marzo, di introdurre EU Inc., un 28° regime opzionale volto a semplificare l’attività delle imprese che operano su scala europea.

EU Inc. introduce un framework societario europeo unico, digitale e opzionale, che consente alle imprese, tra le altre opportunità, di costituirsi rapidamente, operare in più Stati membri ed evitare la frammentazione dei regimi nazionali. Il nuovo regime si inserisce in una visione della Commissione che mira più a bypassare i sistemi esistenti che a sostituirli, offrendo così un’alternativa uniforme a livello europeo.

Tuttavia, anche in presenza di un regime societario unico, le imprese continuano a confrontarsi con 27 sistemi fiscali diversi, ciascuno caratterizzato da proprie regole in materia di deduzioni, ammortamenti e determinazione della base imponibile. Ne consegue che il problema del mercato unico non è soltanto giuridico, ma profondamente fiscale. In questo senso, la Commissione ha affiancato al progetto EU Inc. due strumenti chiave: l’Head Office Tax (HOT) e il Business in Europe: Framework for Income Taxation (BEFIT).

Il primo, HOT, consente alle PMI che operano in più Stati membri di applicare le regole fiscali del Paese di origine, riducendo drasticamente la complessità amministrativa. Questo introduce un primo elemento di centralizzazione, l’impresa non è più pienamente soggetta a una logica territoriale pura, ma fa riferimento a un unico sistema fiscale. In tal senso, HOT rappresenta una forma embrionale di integrazione fiscale operativa.

Più ambizioso è il progetto BEFIT, che mira a creare una base imponibile comune europea attraverso regole uniformi per il calcolo dei profitti. Il meccanismo prevede inoltre il consolidamento dei risultati a livello di gruppo e la successiva ripartizione tra gli Stati membri. Si tratta di un modello tipico dei sistemi federali, come quello statunitense, in cui ciò che viene tassato (la base imponibile) è definito a livello centrale, mentre le aliquote restano di competenza nazionale.

La strategia della Commissione appare dunque coerente e progressiva. Attraverso l’introduzione del 28° regime si punta a creare un’impresa realmente europea, mediante HOT si semplifica l’esperienza fiscale, con BEFIT si avvia un processo di armonizzazione della base imponibile. Ne emerge un percorso di integrazione fiscale che non è imposto in modo diretto e top-down, ma costruito gradualmente attraverso strumenti funzionali volti a rafforzare la competitività dell’Unione.

Per le imprese, questo modello comporta una riduzione dei costi di compliance, una maggiore facilità di espansione nel mercato europeo e un aumento dell’attrattività complessiva dell’UE come area economica.

Tuttavia, non mancano criticità. Per gli Stati membri, tali sviluppi possono generare tensioni tra integrazione e sovranità fiscale, in particolare per quanto riguarda la definizione della base imponibile. Sebbene i nuovi strumenti siano, allo stato attuale, opzionali e non sostitutivi dei sistemi nazionali, essi potrebbero incidere progressivamente sugli equilibri esistenti. Inoltre, permane il rischio di arbitraggio regolatorio, se da un lato EU Inc. e HOT riducono la frammentazione, dall’altro consentono alle imprese di selezionare il regime più favorevole indipendentemente dal luogo effettivo di attività, alimentando una possibile competizione tra Stati sulle aliquote.

EU Inc. non introduce una fiscalità comune europea. Tuttavia, nel combinarsi con strumenti come HOT e BEFIT, contribuisce a creare le condizioni per una sua futura realizzazione. In questo senso, più che una riforma tecnica, EU Inc. rappresenta un passaggio strategico verso un mercato unico sempre più integrato, anche sul piano fiscale. Non impone un’unione fiscale, ma ne costruisce progressivamente l’infrastruttura, riducendo la frammentazione e rendendo sempre più evidente il costo di mantenere sistemi nazionali disallineati.

In un contesto in cui la competitività europea dipende dalla capacità di scalare e attrarre investimenti, l’integrazione fiscale rischia di trasformarsi da opzione politica a necessità economica. EU Inc., quindi, non è il punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso in cui l’armonizzazione sarà l’esito naturale dell’evoluzione del mercato unico.